Speranza
Soltanto allor l'antico
oscuro mistero si svelò della mia vita
il canto degli augelli
e l'dioma de’ fiori
allor compresi, allor degli astir l'amoroso saluto,
il mormorio del fonte,
l'asolar del venticello
e del mio petto
i segreti sospiri,
tutto, tutto io compresi
e quasi allegri fanciulli
insieme godevano insieme giocavam
n'era svago uno dell'altro cercar
poi nel giardino alfin trovarci
delle rose m'offria
delle mortelle m'offira
de' suoi capelli e cari baci,
baci che a cento doppi a lei rendea
fin che a' piedi io le caddi
e di’ Maria,
m'ami tu, supplicai.
Ah maledetta serpe
Con occhi impauriti, strani, e quasi repugnante,
a me si volse, e con beffardo inchino
e con parola di gel,
no, mi ripose,
ancor lo sento quel,
no, diestro di me.
Lo sento ancora.
Quel, no, no.
Derisor sul capo mio e così strepitando
a me si chiuse,
ahi, la porta del cielo.
ARIA:
Ombra esecrata
nebbia che mi persegui
in forma d'uomo
non mi guardar con quegli occhi sbarrati
mi suggi il sangue con quegli occhi
in pietra rigida mi converti
onda gelata nelle bollenti viscere
mi versi e trasformi me pure
in un notturno spento fantasma,
quel loco m'accenni,
col tuo proteso vaporoso braccio
tu mi accenni quel loco
e debbo io dunque,
Maria, Maria, la candida colomba,
sangue tu vuoi, chi parla, olà,
di vento soffio non fu,
rapirla io debbo,
inchini la fronte tu, sia, sia,
ferrea è la tempra del mio volere
e più di quel divino,
più di quello infernale, onnipossente.
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